Xiaomi Redmi Note 3: Recensione con unboxing e prime impressioni

Una premessa, prima di scrivere una breve recensione sul nuovo Xiaomi Redmi Note 3 con unboxing e prime impressioni d’uso, mi sembra giusto scriverla.
Se provo a ragionare sul panorama mondiale degli smartphone, vedo ormai tre mondi completamente distinti:

  • Produttori di livello A (che comprende i marchi più blasonati come Samsung, Apple, LG, Motorola e Huawei);
  • Produttori cinesi (chiamiamolo livello b);
  • Produttori di livello C (tutti gli altri produttori minori e “regionali” che non rientrano in una di queste 2 categorie).

Tralasciando il terzo gruppo, dal quale è difficile uscire per aziende minori che difficilmente potranno competere con le altre, la principale differenza tre i primi 2 gruppi è che il livello A “fa tendenza”, il livello B rincorre puntando quasi tutto su quantità, schede tecniche e prezzo.

Fino ad oggi la sola Huawei è riuscita ad uscire a pieno titolo dal secondo gruppo (sebbene ne faccia evidentemente parte) per entrare nel primo, ma se dovessi scommettere su altri produttori che hanno tutte le carte in regola per seguirne la strada, non potrei non pensare a Xiaomi: questa azienda tra l’altro non può neanche essere considerata un produttore di smartphone in quanto produce praticamente qualsiasi cosa preveda “un pulsante” e della corrente elettrica… E ogni volta che immette sul mercato un prodotto, fa notizia!

Lo Xiaomi Redmi Note 3 è uno di questi: un telefono con hardware di fascia media, rom MIUI e un prezzo veramente aggressivo. Come si fa a non pensare che abbia successo?

Questa la sua scheda tecnica:

Display: 5.5″, 1920 x 1080
CPU: Helio X10 64bit Octa Core 2.0GHz
GPU: PowerVR G6200
Sistema: Android 5.0.2
RAM: 3GB
ROM: 32GB
Camera principale: 13.0MP f/2.2 con 78° di wide-angle
Camera frontale: 5.0MP f/2.0 aperture front camera +
Sensori: Sensor luminoso, G-sensor, Sensore di prossimità, Sensore di movimento
Feature: GPS/ A-GPS / Glonass / Beidou, porta infrarossi
Bluetooth: 4.1
Wi-Fi: 802.11 a/b/g/n/ac
SIM Card: Dual SIM dual standby, dual Micro SIM cards
Batteria: 4000mAh
Reti:
2G: GSM 900/1800/1900MHz
3G: WCDMA 850/900/1900/2100MHz
4G: FDD-LTE 1800/2100/2600MHz

Noi abbiamo acquistato la versione 32gb da Oppomart al prezzo di $228.99 (circa €211) spedito a casa via EU: una spedizione che garantisce di non dover pagare dazi doganali, partita il 9/12 e consegnataci in una settimana tonda, il 16.

 

Unboxing (voto 6)

La confezione si presenta “piccola” e leggera. Differente dalle precedenti confezioni Xiaomi: non più in cartone riciclato ma un cartone laccato lucido bianco. Al suo interno il minimo indispensabile: telefono, cavo usb, spilla per estrazione delle sim e caricatore da 2000mAh.

Xiaomi Redmi Note 3 Unboxing Xiaomi Redmi Note 3 Unboxing - Scatola Xiaomi Redmi Note 3 smartphone dual sim 4G Unboxing Xiaomi Redmi Note 3 contenuto della confezione, caricabatteria da 2A

Ammetto che la prima impressione mi ha lasciato un pò di amaro ma, ragionandoci, ho pensato che se per contenere i costi di un prodotto che potrebbe costare molto di più devo rinunciare alle cuffiette o ad un cavetto OTG, allora ben venga…

Per fortuna che il venditore ci ha mandato – fuori scatola – anche l’adattatore di presa europea…)

L’importante è che il telefono mi colpisca in positivo: e già dalla prima vista, è così!

Lo Xiaomi Redmi Note 3 è uno smartphone che non passa inosservato: un ottimo design e materiali “prime” lo rendono il classico “bel telefono”. Non è il solito uno smartphone da “scheda tecnica”, ma anche uno smartphone che fa piacere mostrare.

 

Design (voto 9)

Come antcipato, si tratta di un bel telefono! Ben rifinito, con ottimi materiali e assemblaggio eccellente.

Il corpo è interamente in metallo (a meno delle 2 estremità alta e bassa che sono in plastica ma un occhio non attento difficilmente lo noterà), stondato lungo tutto il perimetro e con un’estetica estremamente pulita.

Siamo a livelli di smartphone dal costo quantomeno doppio…

Nel retro è presente il lettore di impronte digitali (che non sbaglia un colpo!) oltre alla fotocamera con flash e, nella parte bassa, lo speaker.

Sul lato destro, al solito, volume e tasto di accensione;

In alto la presa per le cuffie, il microfono ambientale e la porta infrarossi (ir blaster), per usarlo come telecomando universale;

A sinistra il portellino dello slot in cui vanno inserite le 2 microsim (per aprirlo è sufficiente inserire la chiavetta presente dentro la scatola nell’apposito buchino);

Xiaomi Redmi Note 3 sportello micro sim Xiaomi Redmi Note 3 apertura con spillo dello slot per le micro sim Xiaomi Redmi Note 3 slot per le 2 micro sim

In basso cavo micro-usb e microfono.

Sul frontale, a parte il display, l’auricolare e la camera frontale, anche il led (di colore variabile) oltre ai 3 tasti fisici (programmabili così come facoltativa e modificabile la loro illuminazione).

Xiaomi Redmi Note 3 design lato destro tasto power volume + e volume - Xiaomi Redmi Note 3 design lato superiore microfono per la riduzione del rumore, jack audio, sensore ir blaster Xiaomi Redmi Note 3 design lato sinistro sportellino slot micro SIM Xiaomi Redmi Note 3 design lato inferiore porta USB microfono principale Xiaomi Redmi Note 3 disign lato posteriore fotocamera 13MP doppio flash led, sensore impronte digitali, speaker

Lo Xiaomi Redmi Note 3 è molto leggero. Di tutti i telefoni da 5.5″ che provato quest’anno è secondo in peso solo al Lenovo K3 che, per quanto leggero, offriva una qualità estetica percepita estremamente cheap, mentre il Redmi è a tutti gli effetti un oggetto “Prime”.

Certo, se proprio devo trovare un difetto estetico: il metallo è abbastanza liscio e questo potrebbe far temere di avere per le mani un telefono scivoloso, ma tra ottimizzazione estetica, raggiature e peso piuma, si maneggia perfettamente anche con una mano sola.

 

Rom (voto 9) (paragrafo aggiornato il 21/12 dopo aver installato la rom stabile 7.0.16)

Prima di riceverlo, del Redmi Note 3 mi preoccupavano alcuni aspetti:

  • il primo è che in circolazione si trovano ormai centinaia di utenti che lamentano la mancanza della lingua italiana tra quelle di sistema;
  • il secondo è che il bootloader è bloccato! Eh si… alla Xiaomi hanno preso un abbaglio. Avere il bootloader bloccato inibisce la possibilità di fare modding e, c’è da scommetterci, 9 utenti su 10 che acquistano telefoni da produttori cinesi, lo fanno anche col fine di fare modding;
  • il terzo è la mancanza della banda 800mHz tra quelle ricevibili in 4G.

Mentre del terzo argomento parleremo in separata sede, e mentre la Xiaomi è corsa ai ripari per studiare una soluzione per sbloccare il bootloader (sono già state trovate alcune soluzioni artigianali ma è evidente che un apporto della casa madre è sempre ben accetto), al primo avvio ho avuto una inaspettata sorpresa: il telefono è arrivato con la lingua italiana!

(primo avvio a telefono appena estratto dalla scatola: mi scuso per la amatorialità del video, ma non era programmato e lo ho improvvisato con un altro telefono)

La cosa strana è che a tutt’oggi (17/12/2015) la Xiaomi non ha ancora pubblicato una rom multilingua (multilanguage): nè stabile e tantomeno developer.

Questo, quasi sicuramente, significa che il venditore – saputo che il nostro telefono era da spedire in Europa – ha flashato una ROM modificata con l’inserimento di tutte le lingue più diffuse.

Peccato (o per fortuna): mi piace che i telefoni siano “vergini”, in modo da poter “giocare a risolvere i problemi”. Non sempre ci si riesce, ma devo ammettere che dà una grande soddisfazione. Una delle prime cose che farò sarà flashare una ROM stock in modo da poter lavorare allo sblocco del bootloader, all’inserimento della lingua italiana, alle recovery, al root: al modding! (ciò al fine di poter descrivere le procedure necessarie a chi potrebbe averne bisogno per uscire dall’impasse di un telefono bloccato e con le sole lingue cinese e inglese.)

Prima di flashare una rom stock però mi sembra utile testare il telefono così come lo ho ricevuto, in modo da poter fare da apripista a chiunque dovesse ricevere lo stesso “regalo” dal venditore.

Xiaomi Redmi Note 3 informazioni sul dispositivo Xiaomi Redmi Note 3 impostazioni Xiaomi Redmi Note 3 schermata home applicazioni pre-installate Xiaomi Redmi Note 3 schermata home MIUI 7.0

Altra dimostrazione che la rom installata sul mio Xiaomi Redmi Note 3 non è “ufficiale”: la versione è la MIUI 7.0.11 mentre sul sito miui.com l’ultima rom stabile ufficiale è la 7.016. L’update via OTA dovrebbe riceverlo, e invece anche chiedendo a mano l’aggiornamento, il popup di avviso mi dice “il sistema installato è il più recente“.

Xiaomi Redmi Note 3 MIUI aggiornamento all'ultima versione disponibile, OTA update a

Pur essendo una rom modificata, resta pur sempre una MIUI7: fluida, colorata, giovane ed estremamente personalizzabile.

Non le attribuisco 10 come voto solo perché non è ufficiale in italiano e questa versione pecca un pochino di piccoli bachi tipici della “giovinezza”, ma non appena verrà pubblicata la rom ufficiale ita (pare questione di pochi giorni) non ho dubbi che il voto sarà da aggiornare.

Senza però pensare al fatto che sia stata modificata o meno, si tratta di una rom praticamente perfetta.

Gli unici nei che ho riscontrato nelle prime 24h di utilizzo pieno, sono stati:

  1. crash dell’app messaggi (che ho dovuto chiudere sfruttando il task manager)* [questo bug era presente solo nella rom non ufficiale. Con la stabile 7.0.16 il problema è scomparso];
  2. attivazione della geolocalizzazione (funziona ed è anche precisa, ma la partenza è sempre un pò pigra);
  3.  crash dell’appstore Xiaomi (ammesso che quest’applicazione, in Italia, interessi a qualcuno) *[questo bug era presente solo nella rom non ufficiale. Con la stabile 7.0.16 il problema è scomparso];
  4. sincronizzazione del calendario stock con l’account google avvenuta solo dopo aver installato varie versioni di “google calendar sync adapter”, in quanto non tutte hanno funzionato* [questo bug era presente solo nella rom non ufficiale. Con la stabile 7.0.16 il problema è scomparso].

Le app preinstallate sono ridotte all’osso e si apprezza la mancanza della classica decina di app inutili cinesi che spesso vengono installate dalla casa madre.

Il play Store Google è già presente, e al primo avvio ho dovuto attendere vari aggiornamenti in quanto la versione non era proprio l’ultimissima…

Il browser funziona bene e non ho notato impuntamenti, anche se alcune pagine sono state mostrate con impaginazione improbabile: non ho però capito se il problema fosse del browser o dell’impaginazione per “mobile” del sito mal fatta…

Non da poco il fatto che la rom è protetta da tutte le vulnerabilità stagefright.

xiaomi_redmi_note_3_stagefright

Come valore aggiunto: in una settimana da quando lo Xiaomi Redmi Note 3 è stato commercializzato, si trovano già due rom ufficiali stabili più recenti (purtroppo sempre solo cinese-inglese), mentre a causa el blocco del bootloader la Xiaomi non sta pubblicando rom “developer”: a venirci incontro però ci sono svariati “cuochi” che sviluppano costantemente i porting delle versione “developer” di casa Xiaomi anche per questo telefono.

Ne ho scaricate un paio: nei prossimi giorni installerò le ufficiali stabili per capire se ci sono aggiornamenti che meritano la pena essere provati e successivamente testerò un paio di porting per capire quali hanno la lingua italiana, e se funzionano bene: sarà interessante annoverare le rom più pratiche per noi italiani, in attesa che ci pensi la casa madre (ma, come ho letto sul forum ufficiale cinese, pare sia veramente questione di pochi giorni).

 

Fotocamera (voto 8,5)

La qualità fotografica è buona. La messa a fuoco è rapidissima e l’app fotocamera è veramente molto completa, tanto da comprendere anche il pieno controllo manuale dell’esposizione.

Anche nelle macro a distanza ravvicinatissima la messa a fuoco è molto rapida.

In pieno giorno la funzione HDR è talmente rapida da non farsi quasi notare: spesso negli smartphone dotati di questa funzione, non viene utilizzata in quanto la durata dello scatto è molto lunga e se non si è dotati di pazienza o di un appoggio, le foto rischiano di venire mosse: nello Xiaomi Redmi Note 3, il suo utilizzo è quasi immediato, tanto da lasciare sempre attiva la funzione.

Per il resto il sensore fa il suo lavoro egregiamente, l’obiettivo ha una buona larghezza di campo e la qualità finale non è sicuramente inferiore ad alcuno smartphone della stessa fascia.

Di seguito alcuni scatti in cui ho riprodotto lo stesso oggetto/panoramica CON e SENZA HDR in modo da poter apprezzarne l’effetto.

Xiaomi Redmi Note 3 foto scattata senza HDR foglie in autunno
senza HDR
Xiaomi Redmi Note 3 foto con HDR foglie in autunno
con HDR
Xiaomi Redmi Note 3 foto cielo
senza HDR
cXiaomi Redmi Note 3 foto cielo on HDR
con HDR
Xiaomi Redmi Note 3 foto macro
macro
Xiaomi Redmi Note 3 foto controluce
controluce
Xiaomi Redmi Note 3 foto alberi senza HDR
senza HDR
Xiaomi Redmi Note 3 foto alberi con HDR
con HDR
Xiaomi Redmi Note 3 foto casa di campagna senza HDR
senza HDR
Xiaomi Redmi Note 3 foto casa di campagna con HDR
con HDR
Xiaomi Redmi Note 3 foto rami di un albero senza HDR
senza HDR
Xiaomi Redmi Note 3 foto rami di un albero con HDR
con HDR
Xiaomi Redmi Note 3 foto corteccia macro con HDR
macro con HDR
Xiaomi Redmi Note 3 foto particolare alla luce elettrica senza flash
particolari alla luce elettrica senza flash

Xiaomi Redmi Note 3 foto foto tastiera con luce artificiale

Xiaomi Redmi Note 3 foto panoramica interno ufficio
panoramica interni senza flash

 

Display (voto 9)

Lo Xiaomi Redmi Note 3 ha il classico schermo da 5.5″ FullHD con ottima luminosità (mi pare di apprezzare un buon sensore di luminosità, a differenza di altri telefoni cinesi) arriva protetto con una pellicola protettiva per gli urti da trasporto, ma è attaccata talmente bene che per i primi giorni la terrò come fosse una pellicola da uso quotidiano.

Xiaomi Redmi Note 3 pellicola applicata al display

In questa prima recensione del Redmi Note 3  non  posso aggiungere altro sullo schermo, dato che non ho ancora potuto testare la luminosità sotto il sole e non ho ancora rimosso la pellicola di protezione, ma mi riprometto di poterlo fare nei prossimi giorni, aggiornando l’articolo di volta in volta.

I colori sono comunque ottimi come anche la sensibilità del multitouch a 10 punti.

xiaomi_redmi_note_3_multi_touch_10_punti

 

Benchmark (voto 7)

Nel poco tempo a disposizione avuto, ho fatto il “test dei test”: Antutu.

Il punteggio del benchmark non è certo da smartphone top level, ma è uno dei punteggi più alti ottenibili con il Mediatek MT6795 Helio X10 : 49177.

Antutu, nella sua versione 6.0 ha di buono che, in una schermata sola, mostra anche tutto l’hardware del telefono, e spesso questa operazione può essere utile per verificare che le specifiche tecniche pubblicitarie rispecchino la realtà.

Xiaomi Redmi Note 3 benchmark AnTuTu Xiaomi Redmi Note 3 caratteristiche tecniche memoria interna, totale e disponibile, CPU Xiaomi Redmi Note 3 caratteristiche tecniche display 5.5" FHD, GPU PowerVR Rouge G6200 Xiaomi Redmi Note 3 fotocamera 13MP + 5MP Xiaomi Redmi Note 3 sistema operativo 64-bit, Kernel Xiaomi Redmi Note 3 feature GPS, Bluetooth, wi-fi Xiaomi Redmi Note 3 sensori Xiaomi Redmi Note 3 sensori

 

Telefonia (voto 8) (Aggiornamento del 24/12/2015)

La qualità dell’audio percepito telefonando con il Redmi Note 3  è ottima così come buono è il microfono.

Ho eseguito telefonate anche molto lunghe senza alcuna caduta di linea, abbassamento di voce o perdita di segnale. E’ presto per dare giudizi definitivi sulla qualità audio, ma dal poco che ho potuto apprezzare, è un’ottimo terminale.

Dopo una settimana di utilizzo confermo il voto 8 in quanto: la qualità audio è ottima. La gestione dei volumi (microfono compreso) è completissima e il nostro interlocutore ci sente sempre in maniera chiara e forte. Detto ciò, purtroppo a volte ho ricevuto i classici sms “ti ho cercato” senza aver mai smesso di ricevere segnale… E’ come se in alcune circostanze il telefono mostrasse una rete che in realtà non riesce a captare: non mi è successo molto spesso ma speriamo sia un problema software che venga risolto con i prossimi aggiornamenti.

 

Ricezione dati (voto 5) (Aggiornamento del 24/12/2015: voto 6(Aggiornamento del 27/12/2015: voto 7)

Come per la fonia, è presto per dare giudizi avventati, ma nello stesso punto in cui il Jiayu S3 naviga (rete wind) con 4G pieni e a massima velocità, lo Xiaomi Redmi Note 3 riceveva solo segnale 3G (sempre rete wind: stessa sim) e la navigazione era a dir poco penosa. Spesso ho dovuto interrompere perché mi annoiavo (parlo di minuti…) all’apertura di semplici ricerche su google.

E’ evidente che per colpa della mancanza della banda 800mHz la rete 4G possa non essere ricevuta, ma: o non ricordavo quanto fosse lento il 3G, o il modulo 3G dello Xiaomi non è all’altezza della situazione.

Nei prossimi giorni farò prove più approfondite e soprattutto eseguirò nuovamente le prove con altre rom, per capire se può dipendere dalla rom che ho installata.

L’installazione della rom stabile 7.0.16 (e da ieri anche la 7.0.19) ha risolto tutti i problemi che avevo riscontrato con la rom preinstallata: in base a ciò il voto potrebbe salire a 8 (il 9 non sarebbe comunque raggiungibile per la mancanza della banda 800) ma non mi sento di portarlo oltre il 7 per una “funzionalità” che purtroppo caratterizza anche altri sistemi cinesi (la EMUI di Huawei per esempio) e che se non si sa come modificare, vi farà impazzire: il push per alcune applicazioni come Whatsapp sembra non funzionare a dovere!

Fino a che non aprite l’app, non riceverete notifiche. Dopo la sua apertura, funziona. Ma questo vi costringerà a dover aprire ogni tanto whatsapp per vedere se qualcuno vi ha scritto: ciò va in direzione opposta al concetto di push e la ritengo una grandissima pecca.

In realtàsi tratta solo di una impostazione di sicurezza e di risparmio dei dati che Xiaomi ha tenuto preimpostata ma che è facilmente modificabile.

In pratica il sistema stabilisce quali sono le app che ritiene possano partire in autostart all’accensione del telefono mentre le altre le “freeza” in modo che possano funzionare solo dopo che le avrete aperte manualmente. Se invece – come è normale che sia – volete che le app che installate vadano sempre in autostart è necessario cliccare su “Security” e successivamente su “Permissions“. Da lì cliccate su “Autostart” e abilitate le app che avete installato o che comunque volete partano automaticamente all’accensione del telefono e continuino a lavorare in background.

Per completezza, dopo aver attivato l’autostart potete tornare indietro alla schermata precedente e cliccare su “Permissions“. Da lì cliccare sulle app che volete, e abilitate tutte le azioni (sms, contatti, localizzazione, ecc…)

xiaomi_redmi_note_3_permessi_autostart_app

xiaomi_redmi_note_3_Screenshot_2015-12-27-18-38-36_com.miui.securitycenter

Per concludere è molto positiva la possibilità di switchare a caldo con telefono acceso e in funzione la sim che gestisce i dati:

xiaomi_redmi_note_3_Screenshot_2015-12-22-10-56-39

 

Batteria (9) (Aggiornamento del 24/12/2015)

Non ho ancora avuto modo di fare tutte le verifiche del caso, anche perché mentre scrivo – dopo 24h di utilizzo INTENSISSIMO – sto ancora usando la carica residua della prima carica.

Durante tutta la giornata ho navigato, installato, tenuto acceso il display per ore, ascoltato musica su spotify e connessione dati con cuffie bluetooth per quasi 2h: sono le 02 del mattino e ho ancora oltre il 30% di carica.

E’ sicuramente presto per dare numeri, ma è certo che i 4000mAh svolgono egregiamente il loro dovere.

Dopo una settimana di utilizzo, ho avuto modo di analizzare a fondo la batteria, compresi vari test benchmark: per citare il più blasonato di questi, Antutu Tester ha eseguito una analisi durata 2 ore a schermo acceso (video, web, multimedia, gaming, ecc..) in cui la batteria ha perso solo il 3%. Alla fine del test Antutu conferma che lo Xiaomi Redmi Note 3 ha un’ottima batteria e, sebbene paragonato a telefoni non certo top di gamma dell’ultimo anno, svetta per efficienza:

xiaomi_redmi_note_3_antutu_tester_Screenshot_2015-12-22-17-56-37

Gaming (paragrafo inserito il 27/12/2015)

Per testare la potenza del sistema del Redmi Note 3, come sempre, non può mancare una analisi sulla qualità del gaming.

I due giochi che utilizzo sempre a questo scopo sono Real Racing e Asphalt8 in quanto, a parte le dimensioni del software da scaricare e gestire, sono probabilmente i 2 giochi che sviluppano la maggior parte dei dettagli video (cito ad esempio i particolari in tempo reale sui 2 specchietti retrovisori su Real Racing o il movimento delle nuvole indipendenti dall’auto che stiamo guidando).

Bene: lo Xiaomi Redmi Note 3 non delude neanche in questo settore.

Entrambi i giochi girano ai massimi livelli. Mi viene naturale paragonare la qualità di questo smartphone con lo Stonex One che monta la stessa cpu. Ebbene, lo Stonex – che pure non demeritava completamente – era affetto da microlag che nello Xiaomi non ho riscontrato.

Xiaomi_redmi_note_3_real_racing_3_Screenshot_2015-12-27-14-36-14_com.ea.games.r3_row Xiaomi_redmi_note_3_real_racing_3_Screenshot_2015-12-27-14-36-39_com.ea.games.r3_row Xiaomi_redmi_note_3_asphalt_8_Screenshot_2015-12-27-17-32-54_com.gameloft.android.ANMP.GloftA8HM Xiaomi_redmi_note_3_asphalt_8_Screenshot_2015-12-27-17-33-03_com.gameloft.android.ANMP.GloftA8HM

Sensori aggiuntivi (aggiornamenti 20/01/2016)

Lo Xiaomi Redmi Note 3 monta un sensore infrarossi (IR) che, grazie all’apposita app di sistema (Mi Remote) è in grado di sostituire praticamente qualsiasi telecomando universale. Il suo utilizzo è pratico, funzionale e  molto personalizzabile. L’angolo di funzionamento non è dei migliori, ma nel complesso svolge egregiamente il suo compito.

Niente da dire sulla bussola che funziona a dovere, così come il GPS.

Purtroppo si sente la mancanza del risveglio con doppio tap su display

Conclusioni (aggiornamento del 27/12/2015)

Data la novità, mi sembrava utile fare una recensione veloce dello Xiaomi Redmi Note 3 e quindi ho deciso di condividere queste prime impressioni dopo 24h di utilizzo.

Nei prossimi giorni ultimerò prove, test, modding, ecc… e aggiornerò l’articolo in modo da renderlo in tempi rapidi il più completo possibile.

Dopo 10gg di utilizzo costante, posso confermare le prime impressioni. Lo Xiaomi Redmi Note 3 è un ottimo smartphone. Il rapporto qualità-prezzo è molto buono, la qualità costruttiva è eccelsa (sarò stato fortunato ma il telefono ha fatto ben 2 voli per terra da oltre 1 metro e non ha mai riportato neanche un graffio nel display e tantomeno nella cover) e una delle ROM più complete in circolazione.

Detto ciò, come tutti i telefoni appena immessi nel mercato, soffre di una serie di “difetti di gioventù” che sono sicuro che Xiaomi metterà a posto con gli aggiornamenti settimanali della ROM. Fino ad oggi ho testato la ROM iniziale non stabile e non ufficiale, 2 4 ROM ufficiali stabili e anche la prima varie Developer rilasciata questa settimana. Non a caso ritengo che l’ultima stabile (che al momento in cui scrivo è la 7.0.19) sia la più completa e funzionante. Ora sto usando la DEV (5.12.24) in quanto voglio provare gli aggiornamenti settimanali per poter apprezzare gli sviluppi che di volta in volta verranno eseguiti, ma in questa DEV noto spesso degli impuntamenti per uscire dal lock screen: sia con l’impronta digitale che con la password il display si accende poi si rispegne per un paio di volte, tanto da dover ripetere l’operazione 2 o 3 volte per riuscire a sbloccarlo.

Ogni firmware dev che ho installato fino ad oggi presenta problemi più o meno importanti: alcuni ininfluenti ma alcuni decisamente più corposi: la DEV 6.1.7 ad esempio non riceveva sms, aveva l’indicatore della SIM1 nella barra di stato che rimaneva in grigino come fosse disabilitata e andava in crash con i video di Google Foto. La versione DEV 6.1.11 ha risolto quasi tutti i difetti precedenti ma, per contro, crasha spessissimo al lancio di video su youtube. Tutti questi difetti sono presenti nella versione originale cinese, che è quella che viene presa da xiaomi.eu e xiaomi.it per trsdurle e pubblicarle come multilingua: pertanto anche le versione multilingua si portano dietro gli stessi identici difetti.

Altro aspetto che non apprezzo è la sensibilità eccessiva del touch: gestendo il telefono con 2 mani (se lo tengo con la destra e con l’indice della mano sinistra dò gli input) a volte il telefono non prende il comando assegnato dal dito perché se la mano destra è molto vicina al display, il telefono pensa che il comando sia quello della mano destra: infatti se non ci si sta molto attenti a volte cliccherete dei link con la mano destra che non volevate cliccare…

In ultimo, dopo aver installato l’ultima rom stabile, segnalo di aver ricevuto 1 sms che mi era stato inviato 2 giorni prima (quando avevo ancora la rom del venditore): ovviamente ciò non sarebbe accettabile da uno smartphone che, prima di tutto, deve comunque essere un buon telefono, ma auspico che stia ad indicare che la rom precedente aveva un problema che è stato risolto dalle ROM ufficiali. Non ritengo pertanto che questo avvenimento debba modificare il mio parere sul telefono. Diverso sarebbe se questo stesso problema si ripresentasse anche con le rom ufficiali: in tal caso vi aggiornerò (come scritto qualche riga fa, in alcuni aggiornamenti rilasciati successivamente gli SMS non venivano ricevuti. Ad oggi, gli ultimi aggiornamenti sembrano però aver risolto definitivamente questo problema)

Si tratta comunque di bug che penso possano essere considerati passeggeri. Per il resto non ho notato veri “problemi”.

A caldo, lo Xiaomi Redmi Note 3 è un ottimo smartphone, in grado di fare tendenza e accompagnare Xiaomi verso i produttori di livello A: il telefono ha doti da classe media e costo da entry level (si trovano anche offerte a prezzi inferiori a quanto speso da noi, anche se bisogna fare attenzione ai rischi di dogana che sono sempre dietro l’angolo).

Dopo poco meno più di un mese di utilizzo continuativo e intenso, non posso non rimarcare che la Xiaomi ha generato un pò troppa confusione con la storia del bootloader bloccato: il procedimento che hanno pubblicato – per ottenere il codice di sblocco – passa attraverso una loro autorizzazione che deve arrivare “dedicata” via sms e, fino a quel momento, qualsiasi tentativo di sblocco sarà vano. Personalmente non ho ancora ricevuto tale autorizzazione e infatti non mi è ancora stato possibile procedere ho ricevuto l’autorizzazione dopo 10 giorni dalla richiesta. Senza tale sblocco non è possibile installare una custom recovery e, ad esempio, fare un nandroid backup e tantomento installare una rom ufficiale multilingua (multi-language) che comprenda l’italiano.

Dopo aver testato varie ROM, in attesa di poter finalmente installare e rom ufficiali italiane (MIUI.IT non ha mai rilasciato una sua rom, ma MIUI.EU ha rilasciato la prima developer che contiene anche l’italiano ma essa può essere installata solo tramite custom recovery…), ho optato per la stabile 7.0.22 rootata e a cui ho installato “morelocal2” in modo da  aver impostato la lingua italiana per tutte le app e per il dizionario della tastiera. In questo modo il telefono è discretamente fruibile. A meno però che le cose non cambino in fretta e che Xiaomi non proceda con lo snellire l’operazione di sblocco del bootloader, non mi sento però di consigliare l’acquisto di questo telefono a chi è profano di modding, perché altrimenti rischiate – se siete fortunati a ricevere il telefono con rom originale – di doverlo tenere in lingua inglese (comprese le app) o ancor peggio con una delle tante rom non ufficiali che circolano tra i venditori.

…Sarebbe un peccato doversi fermare a questo parere, perché lo smartphone, di per sè, è veramente un ottimo apparecchio!

Consigli su quale smartphone scegliere, tra i migliori smartphone Dual SIM 4G, li trovi nell’articolo i migliori smartphone del 2019.

Aggiornamento del 21/12/2015

I giorni di utilizzo aumentano e, con essi, il ventaglio di aspetti che si riescono ad analizzare.
Ho sostituito la ROM preinstallata dal venditore con l’ultima stabile ufficiale 7.0.16 e posso confermare molti dei miglioramenti che speravo di trovare:

  1. Come noto, purtroppo le ROM ufficiali e stabili hanno ancora solo le lingue inglese e cinese: questo purtroppo è un aspetto che auspico verrà risolto a breve.
  2. Risolto il crash dell’app messaggi che ora è fluida e pienamente funzionante
  3. Risolto il crash dell’app Mi Store (che però, come anticipato nell’articolo, è di poco aiuto per gli utenti europei che per lo più usano il Google Play Store)
  4. Purtroppo invece resta sempre estremamente pigra la prima geolocalizzazione dentro app. Il test con “gps test” restituisce una buona localizzazione 3D collegandosi – dove sono io – fino a 20 satelliti con approssimazione di 17 piedi anche con telefono all’interno. Detto ciò, le varie app meteo che utilizzo solitamente non riescono ad accedere alla geolocalizzazione se non dopo svariate richieste (anche dopo aver attivato – app per app – la funzione e dopo aver specificato “localizzazione ad alta precisione con wifi”). Dopo di che funzionano bene, ma il segnale viene agganciato in ritardo
Aggiornamento del 16/01/2016

MIUI.it e MIUI.EU hanno rilasciato ormai 2 o 3 versioni multilingua (sempre su base DEV) ma il telefono non è ancora efficiente al 100%. La procedura per sbloccare il bootloader non è stata ancora semplificata (e a quanto si legge sul forum ufficiale di Xiaomi non lo sarà) e per cambiare ROM è troppo spesso necessario ricorrere alla recovery o a fastboot e FlashTool. Peccato: lo Xiaomi Redmi Note 3 è veramente un ottimo telefono ma a tutt’oggi non mi sentirei di consigliarne l’acquisto a chi vuole uno smartphone semplice, efficiente, da accendere e usare. L’utente ideale deve aver voglia di “sperimentare” per poterlo usare al 100%.

Unbrick

Per chiunque dovesse imbattersi in un cosiddetto hardbrick: non disperatevi e calma fredda… C’è sempre una soluzione.
Personalmente mi è capitato nel tentativo di fare un’operazione azzardata sottovalutandone i rischi (tramite FlashTool): dopo aver tentato varie strade, e aver letto svariate leggende (la cui maggior parte priva di fondamento), di seguito l’unica soluzione che ha ripristinato ex-novo il mio Xiaomi Redmi Note 3 senza neanche perdita dell’IMEI…
Descrivo per punti:

  1. Installare i driver vcom nel pc (è presumibile che se siete incappati in un hardbrick abbiate già installato questi driver nel pc: altrimenti difficilmente sareste riusciti ad ottenere un hardbrick…): per sicurezza comunque questi sono funzionanti: https://www.dropbox.com/s/wnpeb6i22xlwapx/MTK_Drivers.zip?dl=0
  2. Scaricare FlashTool v5.1515.00 (non sottovalutate il numero di versione. Serve “questa!”: lo preciso perché ho provato almeno 5 versioni differenti di FT più volte, e la procedura va a buon fine SOLO con questa versione. Sia versioni più vecchie che più nuove fanno cilecca): https://drive.google.com/file/d/0B7XGoy6u4PgeX3ByYUNyWlpjZmc/view?usp=sharing
  3. Scaricare nel PC la rom ufficiale stabile per fastboot v7.0.16: http://bigota.d.miui.com/V7.0.16.0.LHNCNCJ/hennessy_images_V7.0.16.0.LHNCNCJ_20151104.0000.4_5.0_cn_c8b64bdb15.tgz
  4. Decomprimere il file compresso della ROM 7.0.16 appena scaricata
  5. La decompressione avrà estratto un file con estensione “.tar”: decomprimerla ulteriormente
  6. A questo punto avrete ottenuto una cartella contenente vari files e cartelle. Di tutto il contenuto estratto vi servo solo:
    1. La cartella “signed_bin”
    2. Il file MT6795_Android_scatter.txt
  7. Inserire il file MT6795_Android_scatter.txt dentro la cartella “signed_bin”
  8. Ok, ora avete tutto l’occorrente
  9. Lanciate – con diritti di amministratore – flash_tool.exe (ricordate che deve essere la versione di FT di cui sopra)
  10. Cliccate su “Download-agent” e selezionate il file “DA_SWSEC.bin” che si trova nella directory principale di FT
  11. Aprire le Options di FT
  12. Cliccare nella riga Download
  13. Spuntare l’unica cosa spuntabile che trovate “DA DL All with Checksum”
  14. Chiudere le Opzioni
  15. Cliccate su “Scatter-loading” e selezionare il file MT6795_Android_scatter.txt da dentro la cartella “signed_bin”
  16. Lasciate TUTTE le righe selezionate senza deselezionarne nessuna (da qualche parte leggerete che va deselezionata la cartella “preload”: questo è vero in alcuni casi ma NON è vero in questo caso): lasciate selezionato TUTTO
  17. Verificare che il programma FT sia in modalità “Download Only” (preimpostato c’è questo valore per cui non dovreste avere problemi ma, nel dubbio, verificate)
  18. Cliccate su DOWNLOAD (il comando in presenza della freccia verde rivolta verso il basso)
  19. Fino a questo momento il telefono non era collegato al pc. Ora fate così:
    1. Cliccate il tasto per abbassare il volume e tenerlo schiacciato
    2. Mentre il tasto volume è schiacciato, collegate il cavo usb
    3. Tenere il tasto cliccato fino a che non vedrete la barra orizzontale rossa e successivamente gialla: solo dopo che la barra orizzontale è diventata gialla e leggete la percentuale di superiore a 0%, potete lasciare il tasto volume
    4. Aspettate che FlashTool finisca il suo processo e restituisca il popup “Download OK”
    5. Staccate il telefono, aspettate qualche secondo, e ora accendete il telefono!

xiaomi_redmi_note_3_unbrick_0 xiaomi_redmi_note_3_unbrick_1

Come ho specificato, a me questa strada ha funzionato perfettamente e non ho subito la perdita IMEI. Qualora ciò dovesse succedervi (dipende da quale sia stato il casino che vi ha portato all’hardbrick), esistono vari metodi per ripristinarlo.

Installare Google Play Store

Una volta che avrete eseguito l’unbrick avrete ottenuto il telefono come nuovo e – pertanto – senza Google Play.
Per installarle senza avere custom recovery o diritti di root, il metodo più semplice è installare il file “Google Installer.apk”: si trovano varie versioni di questo file e non tutte funzionano con la Miui 7. La versione che con me ha funzionato è di 0.99mb e ha una icona rossa con la classica g di Google bianca
Lanciare il file appena scaricato: se dovesse fare cilecca all’apertura, cliccate su “retry” varie volte fino a che non funziona. Prima o poi parte.
A questo punto scaricate i pacchetti Google Services, Google Play Store, Framework, e la sincronizzazione di contatti e calendario: queste sono le parti minime per avere il google play perfettamente funzionante.

Root (aggiornamento del 22/11/2015) (aggiornamento del 24/12/2015) (aggiornamento del 30/12/2015)
 (aggiornamento del 16/01/2016)

Per ottenere i diritti di root con la versione stabile 7.0.16 (funziona anche con la versione 7.0.19), ho proceduto in questo modo:

  1. a) in caso di versione 7.0.16 scarica direttamente sul telefono il file http://en.miui.com/forum.php?mod=attachment&aid=NTI4NDEwfDVmNmE4ODcyfDE0NTA3ODE3NjB8MzQ3NzIwOXwxOTA4ODk%3D&mobile=2 

  b) in caso di versione 7.0.19 scarica direttamente sul telefono il file http://en.miui.com/forum.php?mod=attachment&aid=NTM2MDM1fDA4YzcwYjhjfDE0NTE0MzQwNjl8MzQ3NzIwOXwxOTA4ODk%3D&mobile=2

  1. Decomprimere il file (verrà estratta una cartella con dentro un file apk)
  2. Eseguire il file apk (i pulsanti presentano spesso scritte in cinese ma è intuitivo capire quali siano quelli da schiacciare)
  3. Scaricare dal play storie di goole una app che verifica se avete i privilegi di root (ce ne sono una infinità ormai) per poter verificare, alla fine del processo, se avete ottenuto i diritti di root
  4. Una volta che il processo dell’apk sarà terminato, verificare se si hanno i diritti
  5. Se non avete ottenuto risultato positivo, ritrovate, ed eseguite nuovamente l’apk.

A me personalmente con la versione 7.0.16 il processo ha dato OK al quarto tentativo in cui eseguito sempre la stessa operazione senza modificare niente, mentre con la versione 7.0.19 il processo ha dato esito positivo al primo tentativo!

NB: quando alla fine del processo otterrete i diritto di root, il telefono si riavvia. Pertanto finché non si riavvia, non avrete ottenuto il risultato.

Di seguito ho cercato di riassumere con gli screenshot i vari passaggi.

Xiaomi_redmi_note_3_root_Screenshot_2015-12-22-10-33-39Xiaomi_redmi_note_3_root_Screenshot_2015-12-22-10-34-03Xiaomi_redmi_note_3_root_Screenshot_2015-12-22-10-33-43Xiaomi_redmi_note_3_root_Screenshot_2015-12-22-10-35-09Xiaomi_redmi_note_3_root_Screenshot_2015-12-22-10-35-15Xiaomi_redmi_note_3_root_Screenshot_2015-12-22-10-52-49Xiaomi_redmi_note_3_root_Screenshot_2015-12-22-10-54-23

Come previsto, la procedura sopra descritta non funziona più dopo l’aggiornamento alla versione stabile 7.0.19 ricevuta ieri via OTA: nonostante i diritti di root l’aggiornamento è stato eseguito senza problemi, ma al riavvio i diritti di root non erano più presenti.

A quanto descritto dalla casa madre, per ottenere i diritti di root con i nuovi aggiornamenti sarà necessario flashare con FlashTool il solo boot delle versioni precedenti, eseguire il root e successivamente riflashare il boot del sistema aggiornato. Non ho ancora provocato per cui mi limito a citare quanto scritto dalla Xiaomi, ma mi riprometto di provare in questi giorni in modo da poter descrivere con dovizia i vari passaggi necessari.

Come anticipato, con gli aggiornamenti della versione stabile che si sono susseguiti dopo la 7.0.19, ho sempre ottenuto i diritti di root in questo modo:

  1. installare la ROM (a prescindere dal metodo)
  2. aprire FlashTool e lo scatter della ROM stabile 7.0.19 (o 7.0.16 o 7.0.11)
  3. deselezionare tutte le righe tranne “BOOT”: che quindi dovrà essere l’unica riga selezionata
  4. lanciare il download
  5. collegare il telefono spento, sempre tenendo premuto il tasto volume giù fino a che non parte la riga gialla
  6. a procedimento finito riaccendere il telefono ed eseguire il root come indicato sopra per la ROM di cui avete installato il boot
  7. se avete a disposizione la versione fastboot (o FlashTool, per quando usciranno) dell’ultima ROM che avete installato, riflasharla (seguendo gli stessi passaggi che avete usatoai punti 2-3-4-5): se invece non avete la versione fastboot/flashtool di questa ROM (se, ad esempio, avete aggiornato via OTA o via recovery), allora ptoete continuare a usare il telefono con il boot “vecchio”

Se invece avete sbloccato il bootloader e avete installato la versione cosiddetta “weekly” (cioè quella che viene aggiornata settimanalmente via OTA da xiaomi Cina o – ancor meglio per voi – da xiaomi.it o xiaomi.eu, potreste rimanere delusi perché – a differenza di tutti i precedenti Xiaomi, i diritti di root NON sono inglobati nella ROM.

Dovrete pertanto abilitarli manualmente, installando una Custom Recovery (ad oggi esiste solo la TWRP che funziona in maniera abbastanza scattosa) e flashando da recovery SuperSU (scaricate dal sito ufficiale l’ulitma versione). A questo punto avrete il telefono rootato ma i diritti di root non si potranno accendere e spegnere dalle impostazioni, come sempre era stato: ora il root sarà sempre attivo.

Salvare l’IMEI per poterlo successivamente ripristinare

Per chiunque sia appassionato di modding, ma più in generale per chiunque provi almeno una volta ad aggiornare il sistema di un telefono, la perdita del’IMEI costituisce un problema che, prima o poi, andrà affrontato…

Ricordo, per chiunque non lo sapesse, che l’IMEI è un codice numerico che identifica univocamente lo smartphone: tale codice deve essere salvato nella memoria del telefono, affinché l’operatore telefonico possa riconoscere il telefono e la sim per poterle erogare il segnale. Se il codice IMEI viene cancellato dal telefono, non viene riconosciuta la SIM e conseguentemente non viene ricevuto alcun segnale.

Esistono varie procedure per prevenire questo problema e, nello Xiaomi Redmi Note 3, la strada più efficace che ho trovato – ringraziando la comunità ufficiale Xiaomi vietnamita (una delle più attive, per il momento, su questo telefono) – è la seguente:

La premessa – come quasi sempre per questo tipo di operazioni – è possedere i diritti di root del telefono.

Installare un file manager avanzato (ES File o Root Explorer ad esempio)

Portarsi nella radice della memoria e da lì aprire in successione le cartelle:

DATA – NVRAM – MD – NVRAM – NVD IMEI

Dentro questa cartella troveremo 2 files: copiare il file MP0B_001 in un luogo al sicuro, all’esterno di questa cartella e possibilmente anche del telefono (ad esempio un cloud, google drive o il vostro pc: qualunque altro luogo in cui siete sicuri che potrete ritrovarlo)

Dentro il file MP0b_001 è contenuto il codice IMEI: in caso di perdita del codice, non dovrete far altro che prendere il file dal luogo in cui lo avete salvato e ricopiarlo dentro lo stesso percorso del telefono.

A quel punto attribuite al file le autorizzazioni 6-4-4 e riavviate il telefono.

Se tutto è andato nel modo giusto, dovreste aver risolto il vostro problema.

Di seguito ho illustrato il percorso in cui risiede il file e evidenziato il file da copiare.

Se fate questa operazione quando siete sicuri di avere il telefono perfettamente efficiente, sarà un gioco da ragazzi risistemare il tutto. Specifico che “fortunatamente” non ho ancora dovuto ripristinare il codice, per cui non ho un riscontro diretto dell’efficacia del sistema, ma non ho motivi per dubitare che il procedimento dia buoni frutti.

xiaomi_redmi_note_3_salvare_imei

 

Aggiornamento del 24/12/2015

Ricevuto ieri aggiornamento via OTA della versione stabile 7.0.19

Aggiornamento del 27/12/2015

Inserito il paragrafo Gaming, aggiornato il paragrafo sulla ricezione dati con le indicazioni per abilitare le notifiche di alcune app (ad esempio whatsapp e gmail) aggiornate le conclusioni dopo 10gg di utilizzo.

Aggiornamento del 30/12/2015

Aggiornata la procedura di root, ora valida anche con la versione stabile 7.0.19

Aggiornamento del 02/01/2016

Aggiornate le conclusioni e aggiunta la procedura per salvare l’IMEI

Aggiornamento del 16/01/2016

Aggiornato paragrafo ROOT per tutte le versioni stabili successive alla 7.0.19 e le versioni DEV. Aggiornate le conclusioni

Aggiornamento del 20/01/2016

Inseriti i PRO e i CONTRO per una più facile lettura e aggiunto breve paragrafo sui sensori aggiuntivi (IR, bussola, GPS)

Xiaomi Redmi Note 3

8.1

Unboxing

6.0/10

Design e qualità costruttiva

9.0/10

Sistema Operativo

9.0/10

Fotocamera

8.5/10

Schermo

9.0/10

Prestazioni Hardware

7.0/10

Parte Telefonica

7.5/10

Batteria

9.0/10

Pro

  • Qualità costruttiva, estetica ed aspetto premium
  • Autonomia
  • Porta infrarossi
  • Rapporto qualità prezzo
  • Sensore impronta digitale molto efficace
  • Display
  • Velocità messa a fuoco (con e senza HDR)
  • Funzione sveglia a telefono spento

Contro

  • Mancanza slot SD
  • Mancanza frequenza 800 mhz (B20)
  • Bootloader bloccato
  • Mancanza lingua italiana nella rom stock
  • Batteria non removibile
  • Mancanza gestures e risveglio con doppio tap